Metodica
Jigoro Kano un docente avanti 1000 anni luce!
Nessuno vorrà discutere che il metodo didattico si debba adeguare alla natura degli allievi; nel caso di un agente di polizia l'importanza primaria sarà data alla tencnica dell'attacco-difesa, mentre per gli studenti risulta più conveniente l'addestramento fisico e la coltivazione mentale e morale; ma l'educazione del Kodokan è fondata, in linea generale, su un sistema che comprende tutti questi aspetti.Sul piano pratico consiglio anzitutto di rivolgere la massima attenzione ai principianti. L'obiettivo immediato è di suscitare interesse per la pratica e di far superare la fase iniziale senza defezioni; occorre preoccuparsi che non subiscano danni fisici e anche disagio.Occorre dunque un'attenta e continua prudenza adeguata all'età dei praticanti.
Un'altra regola per coinvolgere i principianti consiste nel tenere lezioni interessanti e stimolanti; escogitare un nuovo modo con contenuti creativi è un impiego gravoso che esige uno spirito operoso, senza risparmio di energia.
Una raccomandazione riguarda quegli esercizi che fan uso di cadute accettate (yaku shoku geiko), poco fruttuoso se si considera la laboriosità e l'energia che richiede. Non bisogna eccedere nelle cadute. Quello che consiglio è basare la necessaria ripetitività dell'apprendimento portando alla condizione in cui l'altro è sul punto di cadere, ma con la possibilità di mantenersi in piedi (uchi komi geiko). Se si pretende che siano seri gli allievi, allora bisogna che lo siano anzitutto gli insegnanti.
L'obiettivo del judo è quello di insegnale la ginnastica, la tecnica dell'attacco-difesa e la coltivazione mentale e morale, con contenuti quindi ampi ed elevati, tanto che far partecipe la gente di siffatta attività reca onore e gioia; ma perchè questo impegno abbia i suoi frutti nel senso vero e reale, bisogna che sia affrontato con una risolutezza ferrea, munendosi contemporaneamente di una preparazione degna dell'incarico affidatoci.
da "fondamenti del judo" Jigoro Kano
